Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 5A.464/2009
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
5A_464/2009

Sentenza dell'11 marzo 2010
II Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Hohl, Presidente,
Marazzi, Herrmann,
Cancelliere Piatti.

Parti
A.________,
patrocinato dall'avv. Laura Loser,
ricorrente,

contro

B.________, rappresentato dalla madre C.________,
e patrocinato dall'avv. Rosangela Locatelli,
opponente.

Oggetto
modifica del contributo alimentare,

ricorso contro la sentenza emanata il 3 giugno 2009
dalla I Camera civile del Tribunale d'appello del
Cantone Ticino.

Ritenuto in fatto e considerando in diritto:

1.
1.1 B.________ è il figlio di A.________ e C.________. Il 28 marzo 2007 il
Pretore del Distretto di Bellinzona, adito da A.________, ha ridotto il
contributo alimentare mensile per B.________, inizialmente fissato in un
contratto di mantenimento del 21 febbraio 2005 approvato dalla competente
Commissione tutoria regionale, da fr. 800.-- a fr. 675.-- per il periodo dal 6°
al 12o compleanno e da fr. 900.-- a fr. 775.-- per il periodo seguente.

1.2 Il 26 ottobre 2007 A.________ si è sposato con D.________ e dalla nuova
unione è nato E.________. In seguito a questa nuova paternità, A.________ ha
presentato una seconda azione di riduzione del contributo di mantenimento. La
causa si è conclusa il 10 giugno 2008 con una transazione innanzi al Pretore,
in cui l'attore si impegnava a versare al figlio B.________ un contributo
alimentare mensile di fr. 640.-- dal 7° al 12° anno di età e di fr. 740.-- dal
13° anno di età fino alla maggiore età o alla conclusione di una formazione
appropriata.

1.3 Il 31 luglio 2008 A.________ ha presentato una terza azione di riduzione
del contributo alimentare mensile per B.________ che il Pretore ha respinto con
sentenza 7 maggio 2009. Il Giudice di prime cure ha considerato che non è
intervenuta alcuna modifica delle circostanze suscettibile di giustificare
un'ulteriore riduzione, poiché quando aveva concluso la transazione l'attore
non poteva ignorare che la moglie avrebbe comunicato 7 giorni dopo al suo
datore di lavoro di non più riprendere l'attività professionale alla fine del
congedo maternità.

2.
Il 3 giugno 2009 la I Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino
ha respinto un appello di A.________ e ha confermato il giudizio pretorile. I
Giudici cantonali hanno ritenuto in via principale che l'appellante aveva
concluso la transazione 10 giugno 2008 con una riserva mentale (l'intenzione di
chiedere poche settimane dopo una nuova riduzione del contributo a causa della
cessazione dell'attività lucrativa della moglie) di cui egli non può
prevalersi. In via subordinata hanno indicato che il raffronto fra le
condizioni in cui le parti si trovavano al momento in cui il contributo è stato
fissato o modificato per l'ultima volta e quelle che sussistono quando il
giudice statuisce sulla domanda di modifica del contributo è decisivo e che in
concreto l'insorgente non accenna ad alcun paragone, ma calcola il contributo
alimentare come se questo fosse da fissare ex novo. La Corte cantonale non ha
infine concesso il gratuito patrocinio all'appellante per carenza di
possibilità di esito favorevole della domanda di riduzione del contributo
alimentare e ha confermato per tale motivo l'analoga decisione pretorile.

3.
Con ricorso in materia civile del 7 luglio 2009 A.________ postula
l'annullamento della sentenza di appello e la sua modifica nel senso che il
contributo da lui versato per il figlio B.________ sia ridotto a fr. 306.--
mensili e che egli sia ammesso al beneficio dell'assistenza giudiziaria. In via
subordinata domanda che dopo l'annullamento della sentenza di appello la causa
sia ritornata all'autorità inferiore per nuovo giudizio nel senso dei
considerandi. Chiede pure di essere posto al beneficio dell'assistenza
giudiziaria nella procedura federale.

Il ricorrente contesta di aver concluso la transazione giudiziale con una
riserva mentale e nega di essere stato a conoscenza dell'intenzione della
moglie di non voler più riprendere la sua attività lucrativa. Afferma poi che
la procedura è retta dal principio inquisitorio illimitato e assevera che
l'unica, ma notevole, modifica intervenuta dal momento in cui è stata stipulata
la transazione consiste nel fatto che la moglie ha cessato la sua attività
lucrativa con la conseguente perdita di tale salario. Ritiene quindi che il
contributo alimentare andava ricalcolato come proposto e sostiene che esso
andrebbe pure ridotto in applicazione della clausola rebus sic stantibus e del
principio della parità di trattamento fra fratelli: a sostegno di tale
argomento afferma che la moglie riceverebbe dal primo marito per i due figli
nati da quel matrimonio alimenti mensili, che ammontano a fr. 278.-- per il
primo e a fr. 248.-- per il secondo. Critica infine la giurisprudenza cantonale
in materia di calcolo del contributo alimentare.

Non è stato ordinato uno scambio di scritti.

4.
Litigioso è innanzi tutto l'ammontare del contributo alimentare dovuto a un
figlio. Tale controversia è stata decisa con una decisione finale emanata
nell'ambito di una causa civile di natura pecuniaria (art. 72 cpv. 1 LTF; DTF
116 II 493 consid. 2), il cui valore litigioso (art. 51 cpv. 4 LTF) raggiunge
la soglia di fr. 30'000.-- prevista dall'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF per poter
inoltrare un ricorso in materia civile. Tale via di ricorso è in concreto pure
aperta contro le due decisioni incidentali sull'assistenza giudiziaria che
seguono la via d'impugnazione della decisione principale (sentenza 5D_41/2007
del 27 novembre 2007 consid. 2.1 e 2.2). Il tempestivo ricorso (art. 100 cpv. 1
LTF), diretto contro decisioni emanate dal tribunale di ultima istanza ticinese
(art. 75 cpv. 1 LTF), è quindi in linea di principio ammissibile.

5.
Adito con un ricorso in materia civile, il Tribunale federale applica d'ufficio
il diritto (art. 106 cpv. 1 LTF). Non è limitato né dagli argomenti sollevati
nel ricorso né dalla motivazione dell'istanza inferiore. Può pertanto
accogliere il gravame per un motivo diverso da quelli invocati, ma pure
respingerlo con una motivazione diversa da quella adottata nella decisione
impugnata (DTF 134 III 102 consid. 1.1).

6.
6.1 Nella fattispecie sia i giudici cantonali sia il ricorrente paiono aver
perso di vista che in virtù dell'art. 278 cpv. 2 CC i coniugi si devono
vicendevolmente adeguata assistenza nell'adempimento dell'obbligo alimentare
verso i figli - non comuni - nati prima del matrimonio. In caso di mezzi
finanziari insufficienti, tale dovere di assistenza ha per effetto che
l'obbligo alimentare verso il figlio prevale su quello verso il coniuge (CYRIL
HEGNAUER, Commento bernese, 4a ed. 1997, n. 22 ad art. 278 CC) e che
quest'ultimo può essere astretto ad iniziare od estendere un'attività lucrativa
per contribuire maggiormente ai bisogni dell'economia domestica (CYRIL
HEGNAUER, op. cit., n. 51 ad art. 278 CC; v. per l'esistenza di un siffatto
obbligo anche nel caso di un figlio nato da una relazione extraconiugale DTF
127 III 68 consid. 3 pag. 71).

6.2 Il ricorrente ha fondato la sua azione sull'errato presupposto che la
decisione della moglie di interrompere la sua attività lavorativa costituisca
in quanto tale, a causa della diminuzione della disponibilità finanziaria
dell'economia domestica, una circostanza che deve portare a un adeguamento nel
senso dell'art. 286 cpv. 2 CC del contributo alimentare dovuto al primogenito.
Senonché in presenza di un obbligo alimentare sorto prima del matrimonio,
l'esercizio di un'attività lucrativa non è rimesso al libero arbitrio del
coniuge del debitore degli alimenti, ma costituisce - in un caso come quello
all'esame, in cui il ricorrente pretende di non poter più sovvenire ai bisogni
della sua famiglia e al contestato contributo alimentare - un obbligo legale
(supra consid. 6.1), il cui mancato adempimento non giustifica una riduzione
degli obblighi alimentari verso la prole. Sono certo ipotizzabili costellazioni
in cui la cessazione dell'attività lavorativa del coniuge può costituire un
motivo che permette di adeguare gli alimenti dovuti ai figli nati prima del
matrimonio: si pensi ad esempio al caso in cui il coniuge è costretto a
terminare definitivamente la sua attività professionale in seguito ad una grave
malattia senza che vengano corrisposte prestazioni assicurative che compensano
la perdita del reddito.

In concreto, tuttavia, nemmeno il ricorrente sostiene il verificarsi di una
simile eventualità, ma si limita, con riferimento ai motivi che hanno portato
la moglie a rinunciare a continuare la propria attività lucrativa, ad
apoditticamente affermare che ella è "sovraccarica dal lavoro causato da tre
bambini piccoli". Nel ricorso egli indica pure che al momento in cui ha
sottoscritto la nota transazione, e quindi dopo la nascita dell'ultimo figlio,
la moglie aveva la prospettiva di tornare al lavoro, ma omette di menzionare un
qualsiasi motivo che non avrebbe più permesso di esigere da lei la
continuazione di tale attività lucrativa, che riusciva peraltro ad esercitare
con due bambini piccoli.

6.3 In queste circostanze, poiché la - semplice - cessazione dell'attività
lucrativa della moglie non permette al ricorrente di pretendere una riduzione
del suo obbligo alimentare nei confronti del primogenito, non occorre esaminare
le censure dirette contro l'esistenza di una riserva mentale né le critiche
rivolte contro la seconda motivazione contenuta nella sentenza di appello,
secondo cui non vi sarebbero elementi che permetterebbero un raffronto fra la
situazione esistente quando il contributo è stato modificato e quella del
momento in cui il giudice deve statuire sulla nuova domanda di riduzione.
Nemmeno il richiamo degli alimenti percepiti dalla moglie per i due bambini
nati da un precedente matrimonio è di soccorso al ricorrente. Innanzi tutto,
nella fattispecie il principio della parità di trattamento fra fratelli
concerne B.________ e E.________, ma non il primo e i fratelli uterini del
secondo, che non sono nemmeno parenti. Inoltre tale questione doveva essere
oggetto della precedente causa e non può più essere riproposta. Altrettanto
inconferenti ai fini del presente giudizio si rivelano poi le tesi ricorsuali
attinenti alla giurisprudenza della Corte di appello concernenti il calcolo
degli alimenti.

7.
Da quanto precede discende che l'azione di riduzione del contributo alimentare
non aveva alcuna possibilità di successo. Per questo motivo devono essere
confermate le decisioni di reiezione - basate sull'assenza di possibilità di
esito favorevole delle richieste del qui ricorrente - delle domande di
assistenza giudiziaria innanzi alle due istanze cantonali. Per il medesimo
motivo l'analoga domanda formulata per la sede federale va pure respinta (art.
64 cpv. 1 e 2 LTF) e le spese giudiziarie vanno messe a carico del ricorrente
soccombente (art. 66 cpv. 1 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda di assistenza giudiziaria del ricorrente è respinta.

3.
Le spese giudiziarie di fr. 1'000.-- sono poste a carico del ricorrente.

4.
Comunicazione alle patrocinatrici delle parti e alla I Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 11 marzo 2010

In nome della II Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero
La Presidente: Il Cancelliere:

Hohl Piatti