Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Öffentlich-rechtliche Abteilung, Beschwerde in öffentlich-rechtlichen Angelegenheiten 1C.567/2008
Zurück zum Index I. Öffentlich-rechtliche Abteilung, Beschwerde in öffentlich-rechtlichen Angelegenheiten 2008
Retour à l'indice I. Öffentlich-rechtliche Abteilung, Beschwerde in öffentlich-rechtlichen Angelegenheiten 2008


Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
1C_567/2008

Sentenza del 17 aprile 2009
I Corte di diritto pubblico

Composizione
Giudici federali Féraud, presidente,
Fonjallaz, Eusebio,
cancelliere Gadoni.

Parti
A.________,
ricorrente,

contro

Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino, Sezione della circolazione,
Ufficio giuridico, 6528 Camorino,
Consiglio di Stato del Cantone Ticino, residenza governativa, 6500 Bellinzona.

Oggetto
revoca della licenza di condurre in prova e proroga
di un anno del periodo di prova,

ricorso in materia di diritto pubblico e ricorso sussidiario in materia
costituzionale contro la sentenza emanata il 4 novembre 2008 dal Tribunale
amministrativo del Cantone Ticino.

Fatti:

A.
A.________ è nato il 9 giugno 1988 ed ha conseguito l'8 gennaio 2007 la licenza
di condurre, rilasciata in prova, per le categorie B e B1. Nei suoi confronti
non risultano registrate precedenti misure amministrative.

B.
Il 23 maggio 2008, verso le 19.30, A.________ circolava alla guida della
propria autovettura sulla semiautostrada in territorio di Donat (GR) ad una
velocità superiore al limite massimo consentito di 100 km/h. La polizia ha
accertato mediante un apparecchio radar, dedotto il margine di tolleranza, una
velocità punibile di 132 km/h. Con mandato penale del 24 luglio 2008, il
presidente del Circolo di Schams lo ha riconosciuto colpevole di grave
violazione delle norme della circolazione e lo ha condannato a una pena
pecuniaria di 10 aliquote giornaliere di fr. 90.-- ciascuna, sospesa
condizionalmente per due anni, e al pagamento di una multa di fr. 800.--.

C.
Dopo avere comunicato all'interessato l'apertura di un procedimento
amministrativo e concessagli la facoltà di esprimersi, con decisione del 24
luglio 2008 la Sezione della circolazione del Dipartimento delle istituzioni
del Cantone Ticino gli ha revocato la licenza di condurre per la durata di tre
mesi ed ha prorogato di un anno il periodo di prova. L'autorità cantonale lo ha
comunque autorizzato a condurre veicoli delle categorie speciali G e M. Questo
provvedimento è stato confermato, su ricorso del conducente, dal Consiglio di
Stato con risoluzione del 17 settembre 2008.

D.
Con sentenza del 4 novembre 2008 il Tribunale cantonale amministrativo ha
respinto un ricorso di A.________ contro la risoluzione governativa. La Corte
cantonale ha ritenuto giustificato il provvedimento, siccome l'entità del
superamento di velocità era tale da costituire un'infrazione grave ai sensi
dell'art. 16c cpv. 1 lett. a LCStr. La durata della revoca rispettava d'altra
parte il principio della proporzionalità, corrispondendo al minimo previsto
dalla legge nel caso di una simile infrazione.

E.
A.________ impugna questa sentenza con un ricorso in materia di diritto
pubblico e un ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale, chiedendo di annullarla. Sostiene essenzialmente, che nella
fattispecie occorrerebbe riconoscere la commissione di un'infrazione medio
grave, ritenuto che, quale principale deterrente, sarebbe comunque mantenuta la
possibilità di annullare la licenza di condurre in prova, nel caso di
un'eventuale ulteriore infrazione comportante la revoca della licenza.

F.
La Corte cantonale si riconferma nella sua sentenza. Il Consiglio di Stato si
rimette al giudizio del Tribunale federale, mentre la Sezione della
circolazione non presenta osservazioni nel merito del gravame. Invitato ad
esprimersi, l'Ufficio federale delle strade ne postula la reiezione.
Con decreto presidenziale dell'8 gennaio 2009 è stato conferito l'effetto
sospensivo al gravame.

Diritto:

1.
1.1 Il ricorso in materia di diritto pubblico ai sensi degli art. 82 segg. LTF
è di principio dato contro le decisioni prese in ultima istanza cantonale
riguardanti i provvedimenti amministrativi di revoca della licenza di condurre.
Il ricorrente, che ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità
inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata, che conferma il
provvedimento nei suoi confronti. Egli ha un interesse degno di protezione al
suo annullamento o alla modifica della stessa nel senso di una riduzione del
periodo di revoca. La sua legittimazione a ricorrere giusta l'art. 89 cpv. 1
LTF è quindi chiaramente data. Interposto tempestivamente contro una decisione
finale di ultima istanza cantonale, non suscettibile d'impugnazione dinanzi al
Tribunale amministrativo federale, il ricorso in materia di diritto pubblico è
ammissibile sotto il profilo degli art. 86 cpv. 1 lett. d, 90 e 100 cpv. 1 LTF.
Il ricorso sussidiario in materia costituzionale ai sensi dell'art. 113 segg.
LTF, semplicemente accennato nel titolo del gravame, è di conseguenza
inammissibile.

1.2 Conformemente a quanto stabilito dagli art. 95 e 96 LTF, il ricorso in
materia di diritto pubblico può essere presentato per la violazione del
diritto, in cui rientra l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, ma non
l'adeguatezza della decisione impugnata (cfr. MARKUS SCHOTT in: Basler
Kommentar BGG, n. 34 all'art. 95). Giusta l'art. 42 cpv. 2 LTF, il ricorso deve
inoltre essere motivato in modo sufficiente. Il ricorrente deve quindi almeno
concisamente confrontarsi con le considerazioni esposte nella decisione
impugnata, spiegando per quali ragioni tale giudizio viola il diritto. Certo,
il Tribunale federale applica d'ufficio il diritto (art. 106 cpv. 1 LTF), ma
ciò presuppone che il gravame possa essere esaminato nel merito ed adempia
quindi i requisiti minimi di motivazione previsti dall'art. 42 cpv. 2 LTF (DTF
134 II 244 consid. 2.1). Nella misura in cui si limita a ribadire le
argomentazioni sollevate dinanzi alla precedente istanza e a sostenere
genericamente, senza riferirsi alle concrete circostanze del caso, che, per
rispettare il carattere preventivo della licenza di condurre in prova, sarebbe
sufficiente ammettere un'infrazione medio grave, il ricorrente non sostanzia
una violazione del diritto federale. Presentando considerazioni generali sul
disciplinamento della revoca e sulle conseguenze per il titolare di una licenza
di condurre in prova, egli mette piuttosto in discussione la scelta del
legislatore, che ha invero in parte fortemente inasprito il regime della
revoca, ma alla quale il Tribunale federale è vincolato (cfr. art. 191 Cost.,
DTF 1C_271/2008 dell'8 gennaio 2009, consid. 2.2.3).

2.
2.1 Il ricorrente sostiene che non potrebbe essergli di pregiudizio il fatto di
non avere impugnato la decisione penale pronunciata il 24 luglio 2008 dal
presidente di Circolo.

2.2 La Corte cantonale ha rilevato che gli accertamenti di fatto contenuti nel
giudizio penale del 24 luglio 2008, non impugnato dal ricorrente, vincolavano
l'autorità amministrativa. Tuttavia, la decisione di revoca della licenza di
condurre della Sezione della circolazione è stata emanata lo stesso giorno di
quella penale e non è di per sé fondata sulla stessa, ma sulle risultanze del
rapporto di polizia. Al ricorrente era stata concessa la possibilità di
esprimersi al riguardo ed egli non ha contestato alcunché, né ha chiesto
l'assunzione di eventuali prove, limitandosi a precisare che l'accertato
superamento di velocità era limitato alla fase del sorpasso di un autocarro,
che stava verosimilmente accelerando ed avrebbe quindi potuto ostacolare la sua
manovra di rientro. Nel procedimento amministrativo cantonale il ricorrente ha
quindi riconosciuto la velocità eccessiva accertata dalla polizia e le
circostanze dell'infrazione. D'altra parte, le condizioni favorevoli,
segnatamente per quanto concerne il flusso ridotto del traffico in senso
inverso, non sono state di per sé negate dalla precedente istanza, ma
semplicemente non è stato attribuito loro un peso determinante. Ritenuto
altresì che nemmeno in questa sede il ricorrente censura d'arbitrio
l'accertamento dei fatti alla base del procedimento amministrativo (cfr. art.
97 cpv. 1 e art. 105 cpv. 1 LTF), la questione di sapere se, e in che misura,
l'autorità amministrativa avrebbe anche potuto attenersi strettamente all'esito
del procedimento penale aspettandone la conclusione non si pone nella
fattispecie e non deve quindi essere esaminata (cfr., sulla giurisprudenza al
riguardo, DTF 124 II 103 consid. 1c/aa, 123 II 97 consid. 3c/aa, 121 II 214
consid. 3a). Né deve pertanto essere vagliata la censura di violazione del
principio della separazione dei poteri sollevata dal ricorrente in questo
contesto.

3.
3.1 Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di avere rilevato nella
fattispecie un'infrazione grave ai sensi dell'art. 16c cpv. 1 lett. a LCStr
fondandosi esclusivamente sull'entità del superamento di velocità, senza tenere
conto delle circostanze concrete, suscettibili di influire sulla gravità della
colpa e della minaccia per la sicurezza della circolazione. Sostiene che, dopo
l'entrata in vigore delle attuali disposizioni sulla revoca della licenza di
condurre, il Tribunale federale avrebbe inteso rivedere la precedente
giurisprudenza in materia di eccessi di velocità.

3.2 Giusta l'art. 16 cpv. 2 LCStr, le infrazioni delle prescrizioni sulla
circolazione stradale, per le quali non è applicabile la procedura prevista
dalla legge federale del 24 giugno 1970 sulle multe disciplinari, comportano la
revoca della licenza di condurre o della licenza per allievo conducente, oppure
l'ammonimento del conducente. Conformemente all'art. 16c cpv. 2 lett. a LCStr,
dopo un'infrazione grave la licenza per allievo conducente o la licenza di
condurre è revocata per almeno tre mesi. Commette un'infrazione grave ai sensi
dell'art. 16c cpv. 1 lett. a LCStr chi, violando gravemente le norme della
circolazione, cagiona un serio pericolo per la sicurezza altrui o assume il
rischio di detto pericolo. Le circostanze quali la gravità della colpa, il
pericolo per la circolazione o la reputazione del conducente devono essere
prese in considerazione per fissare la durata della revoca, ma con riferimento
all'art. 16 cpv. 3 LCStr la durata minima prevista dalla legge non può essere
ridotta.
Nell'ambito degli eccessi di velocità, la giurisprudenza è stata portata a
stabilire delle regole precise al fine di garantire la parità di trattamento
tra conducenti. Così, il caso è oggettivamente grave, vale a dire a prescindere
dalle circostanze concrete, quando il superamento della velocità autorizzata è
di 25 km/h o più all'interno delle località, di 30 km/h o più all'esterno delle
località o sulle semiautostrade e di 35 km/h o più sulle autostrade (DTF 124 II
259 consid. 2b). L'infrazione è per contro di media gravità quando il
superamento della velocità consentita va, rispettivamente, da 21 fino a 24 km/h
(DTF 126 II 196 consid. 2a), da 26 fino a 29 km/h e da 31 fino a 34 km/h (DTF
128 II 131 consid. 2a). Gli eccessi di velocità inferiori a questi valori, e
che non possono essere sanzionati mediante multe disciplinari, devono
comportare almeno un ammonimento in considerazione della messa in pericolo
astratta accresciuta alla quale vengono esposti gli altri utenti della strada
(cfr. art. 16 cpv. 2 LCStr; sentenza 6A.52/2005 del 2 dicembre 2005, consid.
2.2.3 e rinvii).
Questa giurisprudenza, confermata anche dopo la revisione del diritto sulla
circolazione stradale entrata in vigore il 1° gennaio 2005 (sentenza 1C_83/2008
del 16 ottobre 2008, consid. 2), non dispensa tuttavia l'autorità da qualsiasi
esame delle circostanze del caso concreto. Da un canto, l'importanza della
messa in pericolo e quella della colpa devono essere prese in considerazione al
fine di stabilire quale debba essere la durata della revoca (cfr. art. 16 cpv.
3 LCStr). Dall'altro, occorre esaminare se delle circostanze particolari non
giustifichino comunque di considerare il caso come di minore gravità, ciò che
può segnatamente realizzarsi quando il conducente aveva seri motivi per
ritenere che non si trovava ancora, o non si trovava più, nella zona di
limitazione della velocità (DTF 126 II 196 consid. 2a, 124 II 97 consid. 2c;
cfr. sentenze 1C_328/2008 del 25 novembre 2008, consid. 2.5 e 6B.264/2007 del
19 settembre 2007, consid. 3.1, citata dal ricorrente).

3.3 Nella fattispecie, il ricorrente, circolando su una semiautostrada, ha
superato di 32 km/h il limite di velocità autorizzato. Tale superamento
costituisce oggettivamente un caso grave ai sensi dell'art. 16c cpv. 1 lett. a
LCStr ed implica necessariamente la revoca della licenza di condurre per una
durata di tre mesi. Egli non invoca circostanze particolari che dovrebbero
essere prese in considerazione sulla base dell'esposta giurisprudenza. D'altra
parte, le condizioni stradali e meteorologiche favorevoli, nonché lo scarso
traffico in senso opposto al momento dell'infrazione non rientrano nelle
circostanze che permetterebbero eccezionalmente di ammettere una gravità media
e di scostarsi quindi dalla durata minima legale della revoca applicabile nella
fattispecie. Contrariamente a quanto sembra ritenere il ricorrente, come già
visto, la giurisprudenza del Tribunale federale in materia di eccessi di
velocità è stata più volte confermata anche sotto l'egida delle disposizioni
entrate in vigore il 1° gennaio 2005. Essa comporta un certo schematismo,
indispensabile tuttavia per assicurare la parità di trattamento tra i
conducenti in un campo in cui le infrazioni sono commesse in massa (DTF 132 II
234 consid. 3; sentenza 1C_83/2008, citata, consid. 2.6).

4.
4.1 Il ricorrente sostiene che gli scopi della misura e il principio della
proporzionalità sarebbero rispettati anche ammettendo in concreto un'infrazione
medio grave in applicazione dell'art. 16b cpv. 1 lett. a LCStr: permarrebbe
infatti la possibilità di annullare la licenza di condurre in prova, qualora
egli dovesse incorrere in un'ulteriore infrazione comportante la revoca della
licenza di condurre in prova. A suo dire, proprio il rischio di vedersi
annullata la licenza di condurre in prova sarebbe il principale deterrente per
il titolare della stessa.

4.2 Giusta l'art. 15a cpv. 1 LCStr, la licenza di condurre acquisita la prima
volta per motoveicoli o autoveicoli è rilasciata in prova. Il periodo di prova
è di tre anni ed è prorogato di un anno se il titolare commette un'infrazione
da cui consegue la revoca della licenza (cpv. 3). La licenza di condurre in
prova scade con la seconda infrazione che comporta la revoca della licenza
(cpv. 4).
Secondo il tenore letterale e la sistematica della legge, laddove richiama
"un'infrazione da cui consegue la revoca della licenza" questa disposizione si
riferisce ai casi di revoca della licenza di condurre ai sensi degli art. 16a,
16b e 16c LCStr. L'art. 15a LCStr è infatti stato adottato contemporaneamente
alla modifica del 14 dicembre 2001 delle norme sulla revoca della licenza, che
non disciplinano in modo specifico il provvedimento per il caso del titolare di
una licenza di condurre in prova (cfr. ANDRÉ DEMIERRE/CÉDRIC MIZEL/LUC MOURON,
Les mesures administratives liées au nouveau permis de conduire à l'essai, in:
AJP 6/2007, pag. 733). Se, come in concreto, la fattispecie adempie
oggettivamente gli estremi di un'infrazione grave ai sensi dell'art. 16c LCStr,
non può ragionevolmente essere ammessa una gravità soltanto media fondandosi
sul semplice fatto che in entrambi i casi un'ulteriore infrazione che comporta
la revoca della licenza, condurrebbe comunque all'annullamento della stessa
(cfr. art. 15a cpv. 4 LCStr in relazione con l'art. 35a OAC).

5.
5.1 Richiamando una sentenza della Corte cantonale e tre giudizi del Tribunale
federale, il ricorrente ritiene il provvedimento sproporzionato e lesivo del
principio della parità di trattamento, siccome la sanzione pronunciata nei suoi
confronti sarebbe analoga a quelle inflitte in casi diversi.

5.2 Un'eventuale disparità di trattamento nella commisurazione della durata
della revoca violerebbe, di regola, anche i criteri determinanti al riguardo
secondo la LCStr. La censura di violazione del principio della parità di
trattamento nell'ambito della revoca della licenza di condurre deve quindi
essere vagliata alla stregua di quella concernente la violazione delle
pertinenti norme del diritto federale. In questo senso, una violazione del
principio costituzionale può entrare in considerazione solo in casi
eccezionali, qualora una revoca fondata sui criteri del diritto della
circolazione stradale condurrebbe a una disparità di trattamento oggettivamente
ingiustificata, lesiva dell'art. 29 Cost. (cfr. sentenza 6A.76/1995 del 5
dicembre 1995, consid. 3b).

5.3 Come visto, il provvedimento pronunciato nei confronti del ricorrente è
fondato su una corretta applicazione del diritto federale, segnatamente
dell'art. 16c cpv. 1 lett. a LCStr. Parimenti, la commisurazione della durata
della revoca della licenza di condurre corrisponde al minimo legale ed è quindi
conforme all'art. 16 cpv. 3 in relazione con l'art. 16c cpv. 2 lett. a LCStr.
Una disparità di trattamento, come del resto una violazione del principio della
proporzionalità, appaiono pertanto d'acchito escluse. I casi evocati dal
ricorrente non sostanziano d'altra parte alcunché al riguardo, perché
concernono fattispecie diverse da quella in esame, che non consentono un
confronto delle infrazioni (cfr., sulla nozione di disparità di trattamento,
DTF 130 I 71 consid. 3.6 e rinvii). In effetti, la sentenza del 9 gennaio 2007
della Corte cantonale concerne un sorpasso sulla destra in autostrada, mentre
le sentenze del 19 giugno 1998 (DTF 124 II 475) e del 1° novembre 2007 (1C_162/
2007) del Tribunale federale riguardano in particolare due casi di eccessi di
velocità (e altre infrazioni) commessi pure in autostrada, il primo oltretutto
sotto l'egida del diritto previgente. Il giudizio del 19 settembre 2007 della
Corte di diritto penale (6B_264/2007) concerne infine un superamento di
velocità all'esterno della località, ma, diversamente dal caso in esame,
sull'entità dell'eccesso di velocità esistevano dubbi, non essendo tra l'altro
stato dedotto il margine di tolleranza. Per quanto ammissibile, anche questa
censura è quindi infondata.

6.
Ne segue che il ricorso in materia di diritto pubblico deve essere respinto
nella misura della sua ammissibilità, mentre il ricorso sussidiario in materia
costituzionale deve essere dichiarato inammissibile. Le spese giudiziarie
seguono la soccombenza e sono pertanto poste a carico del ricorrente (art. 66
cpv. 1 LTF). Ritenuto che il gravame era fin dall'inizio privo di possibilità
di esito favorevole e considerato che il ricorrente non ha sufficientemente
sostanziato la sua situazione finanziaria (cfr. DTF 125 IV 161 consid. 4), non
si giustifica di dare seguito alla sua richiesta di prelevare una tassa di
giustizia ridotta.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso in materia di diritto pubblico è
respinto.

2.
Il ricorso sussidiario in materia costituzionale è inammissibile.

3.
Le spese giudiziarie di fr. 2'000.-- sono poste a carico del ricorrente.

4.
Comunicazione alle parti, al Tribunale amministrativo del Cantone Ticino e
all'Ufficio federale delle strade.

Losanna, 17 aprile 2009

In nome della I Corte di diritto pubblico
del Tribunale federale svizzero
Il presidente: Il cancelliere:

Féraud Gadoni