Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

Kassationshof in Strafsachen 6A.50/2005
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6A.50/2005 /biz

Sentenza del 20 dicembre 2005
Corte di cassazione penale

Giudici federali Schneider, presidente,
Wiprächtiger, Kolly,
cancelliere Garré.

A. ________,
ricorrente, patrocinato dall'avv. Pier Carlo Blotti,

contro

Tribunale amministrativo del Cantone Ticino,
via Pretorio 16, casella postale, 6901 Lugano.

Revoca della licenza di condurre,
ricorso di diritto amministrativo contro la decisione emanata il 18 luglio
2005 dal Tribunale amministrativo
del Cantone Ticino.

Fatti:

A.
A. ________ è nato il 16 ottobre 1953 ed ha conseguito la licenza di condurre
veicoli a motore nell'agosto del 1979. In seguito è stato oggetto dei
seguenti provvedimenti amministrativi:
6 dicembre 1985 - revoca di un mese e quindici giorni per avere sorpassato
una colonna di veicoli oltre la linea di sicurezza e in prossimità di una
curva priva di visuale;
26 febbraio 1993 - ammonimento per eccesso di velocità (85/80 km/h sul limite
di 60 km/h);
19 agosto 1993 - revoca di un mese per avere provocato un incidente uscendo
da un "dare precedenza";
11 gennaio 2001 - revoca di tre mesi, dall'8 dicembre 2000 al 7 marzo 2001,
per avere circolato in stato di ebrietà (1,30/1,54 $).

B.
Il 16 settembre 2004, verso le ore 06.30, A.________ urtava un veicolo che lo
precedeva in via Zorzi a Bellinzona, allontanandosi poi dal luogo del
sinistro. Rintracciato dalla polizia, egli inizialmente dichiarava che al
volante si trovava un suo connazionale. Con quest'ultimo si era
precedentemente accordato sulla versione da fornire agli inquirenti. Messo
alle strette, egli ammetteva in seguito le sue responsabilità e si
sottoponeva ad un prelievo del sangue, dal quale risultava un'alcolemia
compresa tra 0,87 e 1,27 $.

C.
A seguito di questi fatti, con decisione 7 ottobre 2004, la Sezione della
circolazione del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino gli
revocava la licenza di condurre per la durata di quindici mesi, autorizzando
comunque in tale periodo la guida dei veicoli delle categorie speciali F, G e
M.

D.
Con decreto d'accusa 8 novembre 2004, il Ministero pubblico proponeva la
condanna di A.________ a 75 giorni di detenzione sospesi condizionalmente e
ad una multa di fr. 1'500.--, ritenendolo colpevole di circolazione in stato
di ebrietà, infrazione alle norme della circolazione e inosservanza dei
doveri in caso di infortunio. L'accusato non si opponeva al decreto in
questione, per cui la condanna cresceva in giudicato.

E.
Il 15 marzo 2005, il Consiglio di Stato, preso atto delle predette
conclusioni penali, respingeva il ricorso nel frattempo interposto da
A.________ contro la decisione della Sezione della circolazione.

F.
Il 18 luglio 2005 il Tribunale cantonale amministrativo respingeva il ricorso
sollevato dall'interessato contro la decisione governativa.

G.
A.________ insorge mediante ricorso di diritto amministrativo al Tribunale
federale contro la decisione dell'ultima istanza cantonale, domandandone
l'annullamento. Postula inoltre che al suo gravame sia conferito effetto
sospensivo.

H.
Il 15 settembre 2005 il Tribunale federale ha ordinato all'autorità cantonale
di non prendere alcuna misura d'esecuzione fino a che non sia deciso
sull'istanza di conferimento dell'effetto sospensivo.

I.
Il Tribunale cantonale amministrativo si riconferma nelle motivazioni e
conclusioni contenute nella sentenza impugnata, rinunciando a presentare
osservazioni al ricorso. Sulla domanda di effetto sospensivo non si è
espresso. Non sono state chieste altre osservazioni.

Diritto:

1.
Una decisione cantonale di ultima istanza di revoca della licenza di condurre
può essere impugnata con ricorso di diritto amministrativo presso il
Tribunale federale (art. 24 cpv. 2 LCStr). Nell'ambito di tale ricorso, può
essere fatta valere la violazione del diritto federale, compresi l'eccesso e
l'abuso del potere di apprezzamento, nonché l'accertamento inesatto o
incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 104 lett. a/b OG).
L'accertamento dei fatti è tuttavia vincolante per il Tribunale federale se
l'istanza inferiore è, come nella fattispecie, un'autorità giudiziaria e i
fatti non risultano manifestamente inesatti o incompleti oppure sono stati
accertati violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG).

2.
Il ricorrente lamenta anzitutto una violazione del diritto di essere sentito,
poiché l'autorità amministrativa cantonale non ha accolto la sua richiesta di
assumere determinate prove. Nella fattispecie egli ha domandato nel quadro
della procedura relativa alla revoca della licenza di condurre di interrogare
le parti coinvolte nel sinistro e gli agenti di polizia, richiamando inoltre
le notifiche di sinistro delle rispettive assicurazioni responsabilità
civile, così come i documenti e gli esami effettuati dal laboratorio
bioanalitico. Egli ha infine chiesto una perizia ai fini di sostanziare le
sue conclusioni di fatto sul tasso alcolemico, sostenendo che gli
accertamenti effettuati hanno dato dei risultati inesatti.
A mente del ricorrente l'autorità cantonale avrebbe altresì violato il
principio della buona fede, non avendo effettuato alcun complemento
d'istruttoria, nonostante che il presidente del Consiglio di Stato avesse
incaricato l'11 novembre 2004 il Servizio dei ricorsi di istruire il gravame
e quindi di assumere quelle prove giudicate rilevanti ai fini del giudizio.
Il ricorrente sostiene di aver potuto confidare nel fatto che l'autorità
amministrativa avrebbe assunto le prove richieste nell'ambito del
procedimento concernente la revoca della licenza, senza che egli dovesse
previamente esaurire i rimedi di diritto della procedura penale.

3.
Secondo costante giurisprudenza del Tribunale federale, ove esista nei
confronti dell'interessato una denuncia penale o sia presumibile che
quest'ultima abbia luogo, l'autorità amministrativa è tenuta, in linea di
principio, a soprassedere alla propria decisione sino a che sia intervenuta
una decisione penale passata in giudicato, nella misura in cui l'accertamento
dei fatti o la qualifica giuridica del comportamento litigioso sia rilevante
nel quadro del procedimento amministrativo (DTF 121 II 214 consid. 3a e
rinvio). Come già pertinentemente ricordato nella sentenza impugnata,
l'autorità amministrativa competente ad ordinare la revoca della licenza di
condurre non può di principio scostarsi dagli accertamenti contenuti in una
decisione penale cresciuta in giudicato. In particolare, essa deve attenersi
ai fatti accertati nel giudizio penale qualora quest'ultimo sia stato
pronunciato secondo la procedura ordinaria, salvo che sussistano indizi tali
da far ritenere inesatto l'accertamento compiuto, nel cui caso essa può
assumere le prove ritenute necessarie (DTF 119 Ib 158 consid. 3 e rinvii).
Tale principio vale pure se il giudizio penale è stato emanato in un
procedimento sommario, qualora l'interessato sapeva che nei suoi confronti
era in corso una procedura di revoca della licenza e ciò nonostante non ha
fatto valere, all'occorrenza esaurendo i rimedi giuridici disponibili, i
diritti garantiti alla difesa nell'ambito del procedimento penale (DTF 121 II
214 consid. 3a).

4.
Nel caso in esame il ricorrente, nell'ambito di una procedura sommaria per
decreto di accusa, è stato ritenuto colpevole di circolazione in stato di
ebrietà, infrazione alle norme della circolazione e inosservanza dei doveri
in caso di infortunio. Egli, pur sapendo che il Consiglio di Stato avrebbe
fatto dipendere il proprio giudizio dall'esito della procedura penale (v. le
esplicite motivazioni del decreto 11 novembre 2004 con il quale il presidente
del Governo ha concesso effetto sospensivo al gravame rivolto contro la
misura amministrativa di revoca), ha omesso di impugnare il decreto di accusa
del Procuratore pubblico, accettando pertanto che questo acquistasse forza di
cosa giudicata.
Ne consegue che in sede amministrativa, in applicazione della suddetta
giurisprudenza, il ricorrente in linea di massima non poteva più contestare i
fatti accertati da parte dell'autorità penale. Contrariamente a quanto da lui
sostenuto, l'autorità amministrativa non ha violato il diritto di essere
sentito, né il principio della buona fede, visto che egli ha consapevolmente
rinunciato a proporre in sede penale i diritti garantiti alla difesa,
segnatamente il diritto di proporre i mezzi di prova litigiosi. Nella
risoluzione 11 novembre 2004 del presidente del Consiglio di Stato non è
altresì contenuta nessuna assicurazione in merito a eventuali complementi di
istruttoria da effettuare a prescindere dagli accertamenti in sede penale.
Dal testo della risoluzione emerge anzi in modo chiaro come l'autorità
amministrativa intendesse attendere gli accertamenti di fatto del giudice
penale prima di pronunciarsi sulla revoca a scopo di ammonimento. In questo
senso il comportamento dell'autorità amministrativa non è stato per nulla
contradittorio, ma bensì coerente e perspicuo, né sussistevano del resto
indizi tali da far ritenere inesatto l'accertamento compiuto in sede penale.

5.
Da quanto sopra discende che il ricorso va disatteso poiché infondato. Visto
l'esito del ricorso la domanda di effetto sospensivo è divenuta senza
oggetto. In base all'art. 156 cpv. 1 OG le spese seguono la soccombenza.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La tassa di giustizia di fr. 2'000.-- è posta a carico del ricorrente.

3.
Comunicazione al patrocinatore del ricorrente, al Tribunale amministrativo,
al Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino e all'Ufficio federale
delle strade.

Losanna, 20 dicembre 2005

In nome della Corte di cassazione penale
del Tribunale federale svizzero

Il presidente:  Il cancelliere: