Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

Kassationshof in Strafsachen 6A.29/2005
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6A.29/2005 /biz

Sentenza del 31 ottobre 2005
Corte di cassazione penale

Giudici federali Schneider, presidente,
Wiprächtiger, Karlen,
cancelliere Garré.

A. ________,
ricorrente,

contro

Tribunale cantonale amministrativo del Cantone Ticino, via Pretorio 16,
casella postale, 6901 Lugano.

Revoca della licenza di condurre,

ricorso di diritto amministrativo contro la sentenza emanata il 18 maggio
2005 dal Tribunale cantonale amministrativo del Cantone Ticino.

Fatti:

A.
A. ________ è nato il 15 ottobre 1962 ed ha conseguito la licenza di condurre
veicoli a motore nel gennaio del 1981. In seguito è stato oggetto dei
seguenti provvedimenti amministrativi:
14 febbraio 1983 - revoca di un mese per essere incorso in un incidente a
causa della velocità eccessiva, con allontanamento dal luogo del sinistro e
opposizione alla prova del sangue;
22 giugno 1983 - revoca di un anno per eccesso di velocità (178 km/h sul
limite di 100 km/h) e susseguente guida nonostante il sequestro della licenza
da parte della polizia;
3 gennaio 1984 - revoca di suppletivi otto mesi per avere circolato malgrado
la revoca in atto;
21 novembre 1986 - revoca di sei mesi con esame psicotecnico per avere
circolato a velocità eccessiva (153 km/h sul limite di 100 km/h);
19 aprile 1988 - revoca definitiva per avere provocato un incidente omettendo
di osservare un semaforo indicante "fermata"; decisione annullata dal
Consiglio di Stato con sentenza 8 agosto 1990;
25 giugno 1993 - ammonimento per velocità eccessiva (153 km/h sul limite di
120 km/h);
28 febbraio 1997 - ammonimento per velocità eccessiva (73 km/h sul limite di
50 km/h);
9 marzo 2000 - revoca di un mese per aver effettuato sorpassi irregolari il
21 giugno 1999 e, tre mesi dopo, avere provocato un incidente;
13 settembre 2001 - revoca di un mese per velocità eccessiva (110 km/h sul
limite di 80 km/h).

B.
L'8 agosto 2003, verso le ore 01.30, A.________ circolava nell'abitato di
Cadenazzo, alla guida dell'autovettura Fiat targata xxx, ad una velocità
accertata tramite rilevamento radar di 81 km/h, laddove vigeva il limite di
50 km/h.

C.
A seguito di quest'ultima infrazione, con decreto d'accusa del 23 febbraio
2004 il Ministero pubblico proponeva la sua condanna al pagamento di una
multa di fr. 500.--.
Statuendo sull'opposizione dell'interessato, con sentenza del 6 luglio 2004
il giudice della Pretura penale confermava tanto l'imputazione quanto la
proposta di pena.
Il 18 agosto 2004 la Corte di cassazione e revisione penale del Tribunale
d'appello del Cantone Ticino (CCRP) respingeva, in quanto ammissibile, il
gravame interposto da A.________ contro la sentenza pretorile.
Il 20 settembre 2004 la stessa autorità respingeva altresì, nella misura
della sua ammissibilità, un'istanza con cui il condannato postulava la
revisione della sentenza di prima istanza, invocando fatti e mezzi di prova
che sarebbero stati ignoti al giudice della Pretura penale.

D.
Preso atto delle predette conclusioni penali, il 20 gennaio 2005 la Sezione
della circolazione del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino
revocava la licenza di condurre di A.________ per la durata di sei mesi, dal
28 febbraio 2005 al 27 agosto 2005, autorizzando comunque in tale periodo la
guida dei veicoli delle categorie speciali F, G e M.

E.
La risoluzione dipartimentale veniva confermata il 9 marzo 2005 dal Consiglio
di Stato del Cantone Ticino, il quale respingeva il ricorso dell'interessato.

F.
Il 18 maggio 2005 il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) respingeva il
ricorso interposto da A.________ contro la decisione governativa.

G.
A.________ insorge contro la sentenza dell'ultima istanza cantonale mediante
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale, domandandone
l'annullamento. Postula inoltre la concessione dell'effetto sospensivo al
ricorso e l'ottenimento dell'assistenza giudiziaria, con relativo esonero
dalle spese.

H.
Con decreto del 28 giugno 2005 il giudice presidente della Corte di
cassazione penale del Tribunale federale concedeva al ricorso l'effetto
sospensivo.

I.
Nelle proprie osservazioni al ricorso il TRAM si riconferma nelle motivazioni
e nelle conclusioni contenute nella sentenza impugnata. Non sono state
chieste altre osservazioni.

Diritto:

1.
Una decisione cantonale di ultima istanza di revoca della licenza di condurre
può essere impugnata con ricorso di diritto amministrativo presso il
Tribunale federale (art. 24 cpv. 2 LCStr). Nell'ambito di tale ricorso, può
essere fatta valere la violazione del diritto federale, compresi l'eccesso e
l'abuso del potere di apprezzamento, nonché l'accertamento inesatto o
incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 104 lett. a/b OG).
L'accertamento dei fatti è tuttavia vincolante per il Tribunale federale se
l'istanza inferiore è, come nella fattispecie, un'autorità giudiziaria e i
fatti non risultino manifestamente inesatti o incompleti oppure siano stati
accertati violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG).

2.
Il ricorrente lamenta essenzialmente la violazione di garanzie di natura
formale, segnatamente del diritto ad una pubblica udienza anche nella
procedura amministrativa giusta l'art. 6 CEDU, nonché un accertamento dei
fatti manifestamente incompleto e inesatto, in particolare per quanto
riguarda la visibilità della segnaletica al momento dei fatti. Contesta
inoltre il peso dato dall'autorità cantonale ai suoi precedenti.

3.
Il provvedimento impugnato si basa su fatti verificatisi prima del 1° gennaio
2005, ossia prima dell'entrata in vigore delle corrispondenti disposizioni
della modifica del 14 dicembre 2001 della LCStr (v. ordinanza del 28 aprile
2004 concernente la messa in vigore di altre disposizioni della modifica del
14 dicembre 2001 della legge federale sulla circolazione stradale, RU 2004
pag. 2849). Alla fattispecie si applica dunque ancora il previgente diritto,
come esplicitamente prescritto dalle disposizioni transitorie della modifica
in questione (RU 2002 pag. 2780).

4.
Secondo l'art. 16 cpv. 2 vLCStr, la licenza di condurre può essere revocata
al conducente che, violando le norme della circolazione, ha compromesso la
sicurezza del traffico o disturbato terzi; nei casi di lieve entità, può
essere pronunciato un ammonimento. Tuttavia se il conducente ha compromesso
gravemente la sicurezza della circolazione la revoca è obbligatoria (art. 16
cpv. 3 lett. a vLCStr). Secondo giurisprudenza costante del Tribunale
federale, un superamento di 25 km/h o più della velocità massima consentita
nelle località comporta revoca obbligatoria, in quanto una simile infrazione
configura oggettivamente una grave messa in pericolo della circolazione,
indipendentemente dalle circostanze concrete della fattispecie (DTF 124 II
475 consid. 2a pag. 478, 97 consid. 2b pag. 99; 123 II 106 consid. 2c pag.
112 e seg., 37 consid. 1d).

4.1 Nel caso concreto l'autorità cantonale ha accertato un superamento di 31
km/h del limite di velocità massimo consentito all'interno di località. Che
questo genere di infrazione comporti caso grave ai sensi della predetta
giurisprudenza è pacifico. Contestati sono tuttavia gli accertamenti, che
hanno portato l'autorità cantonale a  ritenere commessa l'infrazione stessa.

4.2 Come giustamente rilevato nella sentenza impugnata, l'autorità
amministrativa competente ad ordinare la revoca della licenza di condurre non
può di principio scostarsi dagli accertamenti contenuti in una decisione
penale cresciuta in giudicato. In particolare, l'autorità amministrativa deve
attenersi ai fatti accertati nel giudizio penale qualora quest'ultimo sia
stato pronunciato secondo la procedura ordinaria, salvo che sussistano indizi
tali da far ritenere inesatto l'accertamento compiuto, nel cui caso essa può
assumere le prove ritenute necessarie (DTF 123 II 63 consid. 2a; 119 Ib 158
consid. 3). Secondo costante giurisprudenza del Tribunale federale, tale
principio vale pure ove il giudizio penale sia stato emanato in un
procedimento sommario, qualora l'interessato sapeva che nei suoi confronti
era in corso una procedura di revoca della licenza e ciononostante non ha
fatto valere, all'occorrenza esaurendo i rimedi giuridici disponibili, i
diritti garantiti alla difesa nell'ambito del procedimento penale (DTF 121 II
214 consid. 3a).

4.3 Nel caso in esame la Pretura penale ha ritenuto il ricorrente autore
colpevole di infrazione grave alle norme della circolazione, per avere
circolato alla velocità di 81 km/h laddove vige un limite di 50 km/h,
condannandolo pertanto al pagamento di una multa di fr. 500.--. Adita a due
riprese dal condannato, la CCRP ha confermato sia la qualificazione giuridica
che la pena, rilevando in particolare come il primo giudice sia giunto alle
sue conclusioni dopo avere esaminato tutte le argomentazioni difensive
sollevate, comprese quelle riferite alla posizione della segnaletica ed al
riverbero provocato in loco dal faro alogeno di un'esposizione. In questa
sede il ricorrente si limita a riproporre la propria versione dei fatti e il
proprio apprezzamento delle prove, che sono già stati vagliati e respinti in
sede penale dalla CCRP, le cui decisioni - non essendo state ulteriormente
impugnate - sono per altro cresciute in giudicato. Si tratta quindi di
critiche che non sollevano nuovi quesiti (fattuali o giuridici) ai sensi
della giurisprudenza (DTF 119 Ib 158 consid. 3c/aa). Dato che anche in questa
sede non sono ravvisabili elementi particolari, tali da far apparire
manifestamente inesatti o incompleti gli accertamenti contestati, la censura
sollevata va disattesa siccome infondata.

4.4 Irricevibile è d'altro canto la censura relativa ad una pretesa
violazione del diritto ad un'udienza pubblica giusta l'art. 6 n. 1 CEDU,
visto che non risulta agli atti che il ricorrente abbia mai sollevato una
simile richiesta in sede cantonale. Egli si è piuttosto limitato a domandare
un equo processo, che nel caso concreto ha senz'altro ottenuto sia in ambito
penale che amministrativo. In questo senso, dato che non vi sono elementi per
ritenere che il ricorrente non abbia avuto la possibilità obiettiva e
concreta di postulare un'udienza pubblica, in base a giurisprudenza e
dottrina si può concludere che egli vi abbia tacitamente rinunciato (DTF 121
II 22 consid. 4c pag. 28; 120 Ia 19 consid. 2c/bb; 119 Ib 311 consid. 6b-e
pag. 329 e seg.; Marco Borghi/ Guido Corti, Compendio di procedura
amministrativa ticinese, Lugano 1997, pag. 342). L'obbligo di organizzare
un'udienza pubblica presuppone infatti una domanda formulata in maniera
chiara ed indiscutibile da una parte in un processo (DTF 130 II 425 consid.
2.4 e rinvii).

4.5 Per quanto riguarda infine il presunto peso eccessivo che l'autorità
cantonale avrebbe dato ai precedenti del ricorrente, occorre preliminarmente
ribadire che la revoca della licenza di condurre a scopo d'ammonimento è una
misura a carattere penale (DTF 122 II 180 consid. 5a; 121 II 22 consid. 2b).
Essa serve a correggere i conducenti, a impedire la recidiva e ad aumentare
la sicurezza del traffico (sentenza 6A.82/2002 del 22 gennaio 2003, consid.
5). Trattasi quindi di una misura con compiti repressivi, preventivi ed
educativi (DTF 125 II 396 consid. 2a/aa; 122 II 180 consid. 5a; 121 II 22
consid. 3b; 120 Ib 504 consid. 4b), la cui durata, secondo l'art. 33 cpv. 2
vOAC qui ancora da applicare, va stabilita in funzione della gravità della
colpa, della reputazione e della necessità professionale di condurre veicoli.
Nell'ambito della determinazione della durata della revoca, l'autorità
amministrativa dispone di un ampio potere d'apprezzamento (DTF 123 II 63
consid. 3c/bb). In caso di recidiva entro due anni dalla scadenza dell'ultima
revoca, l'art. 17 cpv. 1 lett. c vLCstr prescrive tuttavia una durata di
almeno sei mesi.
Dato che nel caso in esame la nuova infrazione è stata commessa l'8 agosto
2003 e quindi a distanza di meno di due anni dalla scadenza dell'ultima
revoca del 13 settembre 2001, va obbligatoriamente applicata una revoca di
almeno sei mesi. Pertanto, stabilendo una durata di sei mesi, l'autorità
cantonale non ha violato il diritto federale né abusato del proprio potere
d'apprezzamento, ma ha pronunciato la misura minima che la legge esigeva,
dando addirittura prova di mitezza, visto che i numerosi e preoccupanti
precedenti di ogni genere che contraddistinguono la carriera di conducente
dell'insorgente, avrebbero anche potuto giustificare una misura più severa
(v. DTF 120 Ib 504 consid. 4b pag. 507).

5.
5.1 Visto tutto quanto precede, il ricorso, manifestamente infondato,
dev'essere respinto nella misura della sua ammissibilità.

5.2 Il ricorrente ha chiesto di essere posto al beneficio dell'assistenza
giudiziaria e di essere in particolare esonerato dal pagamento delle spese
processuali. Giusta l'art. 152 cpv. 1 OG, tale beneficio va concesso solo
alla parte le cui conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole.
Orbene, nella fattispecie tale premessa non è soddisfatta. In effetti, il
presente ricorso appariva, sin dall'inizio, privo di possibilità di successo.
Tuttavia, vista la situazione finanziaria del ricorrente, si giustifica di
prelevare una tassa di giustizia ridotta (art. 156 cpv. 1, 153 e 153a OG).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
La domanda di assistenza giudiziaria è respinta.

3.
La tassa di giustizia di fr. 800.-- è posta a carico del ricorrente.

4.
Comunicazione al ricorrente e al Tribunale cantonale amministrativo del
Cantone Ticino nonché al Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino e
all'Ufficio federale delle strade.

Losanna, 31 ottobre 2005

In nome della Corte di cassazione penale
del Tribunale federale svizzero

Il presidente:  Il cancelliere: