Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

Kassationshof in Strafsachen 6A.26/2005
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6A.26/2005 /biz

Seduta del 30 novembre 2005
Corte di cassazione penale

Giudici federali Schneider, presidente,
Karlen, Zünd,
cancelliere Garré.

A. ________,
ricorrente, patrocinato dall'avv. Plinio Pianta,

contro

Commissione del Tribunale cantonale del Cantone dei Grigioni, Poststrasse 14,
7002 Coira.

Revoca della licenza di condurre,

ricorso di diritto amministrativo contro la sentenza emanata il 12 gennaio
2005 dalla Commissione del Tribunale cantonale del Cantone dei Grigioni.

Fatti:

A.
Nel 1983 A.________, lavorando in qualità di macchinista su di una locomotiva
di manovra della Ferrovia Retica, urtava con la testa un palo segnaletico
riportando delle fratture del cranio con commozione cerebrale.
Dopo l'incidente si sono manifestate delle cefalee (da una a due volte al
mese). Sottoposto a test neuropsicologici dapprima nel 1996 e nel 2001,
A.________ è stato quindi esaminato presso la clinica di riabilitazione di
Bellikon in data 13 giugno 2003. In tale occasione il primario della clinica,
Prof. Dr. med. B.________, redigeva una perizia in cui giungeva alla
conclusione, senza far riferimento all'idoneità alla guida di autoveicoli,
allora non ancora in discussione, che A.________ a causa della sua ridotta
capacità cognitiva non poteva esercitare, per ragioni di sicurezza, attività
rilevanti dal punto di vista della sicurezza, ma che riusciva a svolgere
senza difficoltà altre attività, che ponevano meno esigenze alla sua
infermità. Tenuto conto di questo parere, la SUVA, quanto alle attività che
potevano ancora essere svolte dal paziente, concludeva che questi non poteva
più condurre locomotive di manovra e che da lui poteva essere pretesa
unicamente la conduzione di elevatori a forca all'interno di un'area limitata
e di facile orientamento della stazione, ove non c'era pericolo per i
viaggiatori.

B.
Con scritto del 12 febbraio 2004 il medico distrettuale, Dr. med. C.________
di Silvaplana, raccomandava all'Ufficio della circolazione del Cantone dei
Grigioni di revocare la licenza di condurre ad A.________. A motivo adduceva
che il paziente soffriva di mali di testa post-traumatici, che gli causavano
gravi disturbi neuropsicologici, e che a causa di un deficit cognitivo di
media gravità non sarebbero più soddisfatti i requisiti medici per la guida
di un veicolo a motore.
Fondandosi sullo scritto del medico distrettuale, con decisione del 17 marzo
2004, l'Ufficio della circolazione revocava ad A.________ la licenza di
condurre per tutte le categorie, sottocategorie e categorie speciali per un
periodo indeterminato con effetto immediato.

C.
Mediante ricorso del 2 aprile 2004 A.________ chiedeva al Dipartimento di
giustizia, polizia e sanità dei Grigioni che la decisione di revoca fosse
parzialmente annullata e che fosse constatato che il divieto di guidare
locomotive e motrici sulle rotaie ferroviarie non includeva la guida di
autovetture o carrelli portabagagli.
Il Dipartimento adito sottoponeva quindi il ricorrente ad un esame peritale
al fine di verificare la sua attitudine alla guida di veicoli a motore. Dopo
l'esame neuropsicologico, effettuato il 9 agosto 2004, la primaria della
Clinica Beverin di Cazis, Dr. med. D.________, nel suo referto del 23 agosto
2004 constatava che la velocità di reagire del paziente, eccezion fatta per
quella provocata da un unico stimolo visivo, l'attenzione divisa, la capacità
di rivolgere prontamente l'attenzione ad altri fattori nonché la vigilanza
erano inferiori alla media. Essa negava l'esistenza di possibilità di
compensazione/flessibilità inferendo quindi che il paziente, nonostante il
suo comportamento adeguato (nei giorni che soffre di mal di testa non si
mette alla guida di autoveicoli) non adempie le premesse minime per una
circolazione stradale sicura. Con decisione del 30 settembre 2004 il
Dipartimento cantonale di giustizia, polizia e sanità respingeva pertanto il
suddetto ricorso.

D.
La Commissione del Tribunale cantonale dei Grigioni (CTC) in data 12 gennaio
2005 respingeva l'appello interposto dall'interessato contro la decisione
dipartimentale.

E.
A.________ esperisce ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
contro la decisione dell'ultima istanza cantonale. Egli domanda che la
sentenza impugnata venga annullata e che sia constatato:
a) che il divieto per il ricorrente di guidare locomotive e motrici sulle
rotaie  ferroviarie non include la guida di autovetture o carrelli
portabagagli;
b) che un tale divieto assoluto di guidare anche autovetture o un carrello
 portabagagli a tempo indeterminato è sproporzionato e arbitrario;
c) che il ricorrente è autorizzato a circolare con questi ultimi automezzi,
risp.  autovetture o carrelli portabagagli da subito.

F.
La CTC domanda nelle proprie osservazioni al ricorso che esso in quanto
ricevibile venga respinto. L'Ufficio federale delle strade (USTRA) postula
l'accoglimento del ricorso e il rinvio della questione all'Ufficio della
circolazione stradale del Cantone dei Grigioni per un riesame.

Diritto:

1.
1.1 Una decisione cantonale di ultima istanza di revoca della licenza di
condurre può essere impugnata con ricorso di diritto amministrativo presso il
Tribunale federale (art. 24 cpv. 2 e cpv. 6 LCStr, art. 106 cpv. 1 OG).
Nell'ambito di tale ricorso, può essere fatta valere la violazione del
diritto federale, compresi l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento,
nonché l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti
(art. 104 lett. a/b OG). L'accertamento dei fatti è tuttavia vincolante per
il Tribunale federale se l'istanza inferiore è, come nella fattispecie,
un'autorità giudiziaria e i fatti non risultano manifestamente inesatti o
incompleti oppure sono stati accertati violando norme essenziali di procedura
(art. 105 cpv. 2 OG; DTF 128 III 454 consid. 1 e rinvii).

1.2 Quale organo della giustizia amministrativa, il Tribunale federale
esamina liberamente l'applicazione del diritto, senza essere vincolato dai
considerandi della decisione impugnata né dai motivi invocati dalle parti. In
altre parole, il ricorso può essere accolto per ragioni che il ricorrente non
ha addotto oppure essere respinto per motivi diversi da quelli contenuti
nella risoluzione litigiosa (art. 114 cpv. 1 OG; DTF 121 II 447 consid. 1b
pag. 448; 120 Ib 379 consid. 1b pag. 381 seg.; 117 Ib 114 consid. 4a pag. 117
e rispettivi rinvii). Il Tribunale federale non può invece pronunciarsi
sull'adeguatezza della decisione impugnata (art. 104 lett. c n. 3 OG).

1.3 Se annulla la decisione impugnata, il Tribunale federale giudica esso
medesimo nel merito o rimanda la causa per nuova decisione alla precedente
istanza; se questa ha giudicato come istanza di ricorso, il Tribunale
federale può rimandarla alla prima istanza (art. 114 cpv. 2 OG).

2.
2.1 Il ricorrente lamenta sostanzialmente un'errata applicazione del diritto
federale, nonché un accertamento arbitrario dei fatti, aggravato dalla
circostanza di essere stato sottoposto ad una perizia in tedesco, lingua che
non conosce, e non in italiano come esplicitamente richiesto.

2.2 In base all'art. 16 cpv. 1 LCStr le licenze e i permessi devono essere
revocati, se viene accertato che le condizioni legali stabilite per il loro
rilascio non sono mai state o non sono più adempiute; essi possono essere
revocati, se non sono stati osservati le limitazioni e gli obblighi, ai quali
il rilascio era stato subordinato nel caso particolare. Fra i motivi che
escludono la possibilità di rilasciare la licenza di condurre l'art. 14 cpv.
2 lett. b LCStr - nella versione in vigore dal 1° gennaio 2005, direttamente
applicabile senza problemi di diritto intertemporale visto che la
disposizione è stata sottoposta ad un mero adeguamento terminologico (v. FF
1999, pag. 3858) - indica il fatto che il conducente non abbia attitudini
fisiche e psichiche sufficienti per condurre con sicurezza veicoli a motore.
Le facoltà fisiche e psichiche chieste all'individuo per condurre con
sicurezza un veicolo nel traffico stradale sono definite da tutte le
discipline scientifiche interessate (in particolare medicina, psicologia e
giurisprudenza) come "idoneità a condurre" (Fahreignung, aptitude à
conduire). Quest'ultima costituisce la base per condurre un veicolo nel
traffico stradale e deve essere stabilmente data (v. anche Gruppo di esperti
"Sicurezza della circolazione stradale", Indizi per l'inidoneità a condurre.
Misure. Ripristino dell'idoneità a condurre, Guida per le autorità
amministrative, giudiziarie e di polizia, 26 aprile 2000, pag. 2). Il
giudizio sull'idoneità o meno a condurre è strettamente legato alle
circostanze concrete del caso ed all'esame diretto della persona, per cui al
Tribunale federale incombe l'obbligo di un certo riserbo di fronte alla
valutazione effettuata dall'autorità cantonale (DTF 103 Ib 29 consid. 1b pag.
33 e seg.; v. pure sentenza 6A.72/1989 del 9 gennaio 1990, consid. 4). In
casi limite o nel dubbio essa dovrà comunque ordinare una perizia medica (in
materia di dipendenze da alcol o stupefacenti v. DTF 129 II 82; 128 II 335;
127 II 122 consid. 3b; v. inoltre la sentenza 2A.161/1993 del 15 novembre
1993, consid. 2, riguardante un conducente che aveva perso un occhio, nonché
la sentenza 2A.332/1996 del 10 ottobre 1996, consid. 2a, su di un caso di
epilessia).

2.3 L'autorità cantonale ritiene che l'incontestata infermità psichica da cui
il ricorrente è affetto pregiudica la sua idoneità alla guida per cui in
applicazione delle suddette disposizioni nonché dell'art. 17 cpv. 1bis vLCStr
ha adottato una revoca a scopo di sicurezza. Essa ha in particolare
constatato come le cefalee, di cui il ricorrente soffre da lungo tempo in
seguito all'incidente occorso nel 1983, sono aumentate nel corso degli anni
fino ad arrivare attualmente a tre/cinque episodi al mese. Gli attacchi si
manifestano relativamente all'improvviso sia di giorno che di notte, dopo una
serie di segnali premonitori che iniziano una quindicina di minuti prima
dell'attacco vero e proprio. Quest'ultimo dura da due fino a tre ore e gli
impedisce qualsiasi attività. Sebbene non vi sia pericolo che il ricorrente
si metta alla guida durante un attacco di cefalea, non si può escludere che
un tale attacco si verifichi mentre egli si trova già alla guida,
determinando così un'inaccettabile situazione di pericolo per la
circolazione.
Per il suo giudizio l'ultima autorità cantonale, contrariamente alla
precedente istanza, non si è basata sulla perizia della Clinica Beverin,
perché non tocca il quesito essenziale dell'influsso delle cefalee
sull'idoneità alla guida, ma ha ritenuto che sussistessero comunque
sufficienti elementi per avallare il provvedimento litigioso.

2.4 Come giustamente rileva l'USTRA nelle sue osservazioni al ricorso, la
conclusione della CTC non può essere condivisa, anzitutto perché non tiene
nella dovuta considerazione tutta una serie di elementi, che emergono dagli
stessi atti cantonali, i quali denotano come il ricorrente sia stato finora
sempre in grado di gestire in maniera ragionevole e responsabile il problema
delle sue cefalee. Da quando egli ha subito la frattura del cranio, oltre
venti anni fa, questo problema non ha mai costituito la causa di un
comportamento errato alla guida, visto che non si è mai messo al volante
durante un attacco, mentre gli attacchi stessi sono sempre preceduti da
segnali premonitori che egli è prontamente capace di riconoscere. È sì vero
che pur in presenza di simili elementi non si può affermare con assoluta
certezza che l'interessato sia sempre in grado di reagire tempestivamente al
sopravvenire di un attacco di cefalea arrestando il veicolo, per esempio
quando circola su autostrade o semiautostrade, oppure su determinati percorsi
di montagna. Sulle altre strade, tuttavia, esistono sufficienti possibilità
di fermare il veicolo in modo tale che non costituisca pericolo per sé e per
gli altri utenti della strada. In tal senso la pronuncia di una revoca di
sicurezza appare una misura sproporzionata, visto che in questi casi
l'autorità dispone anche di altri strumenti per garantire la sicurezza
stradale, pur lasciando al conducente la licenza di condurre, segnatamente
vincolando quest'ultima a una serie di condizioni (art. 10 cpv. 3 LCStr; DTF
131 II 248, consid. 6.2; DTF 130 II 25 consid. 4; la questione era già
comunque riconosciuta in DTF 103 Ib 29, seppur in maniera più restrittiva
nell'applicazione concreta). Una di queste potrebbe ad esempio essere il
divieto di circolare su autostrade e semiautostrade, unitamente all'obbligo
di sottoporsi periodicamente a una visita medica per accertare
tempestivamente un eventuale peggioramento della sintomatologia e una
conseguente possibile limitazione dell'idoneità alla guida. Ipotizzabili sono
però anche soluzioni più restrittive come l'autorizzazione alla guida
limitata ad una delle categorie speciali (F oppure M) oppure a determinate
tratte.
La scelta della condizione adeguata, la quale deve essere comunque attuabile
e controllabile (DTF 131 II 248 consid. 6.2), è tuttavia possibile soltanto
sulla base di una nuova perizia, o perlomeno di un complemento di perizia,
visto che anche da questo profilo la decisione impugnata non è priva di
lacune (in generale sui requisiti in questo ambito v. Isa Thiele, Das
verkehrsmedizinische Gutachten, in Handbuch der verkehrsmedizinischen
Begutachtung, Berna 2005, pag. 97-104). L'ultima istanza cantonale ha infatti
rinunciato a fondarsi sulla perizia della Clinica Beverin, ma ha omesso di
ordinare una perizia sostitutiva o complementare, che invece si imponeva già
per l'eccezionalità del caso e per i dubbi che altrimenti emergono dagli
atti. Il fondamento medico della decisione impugnata è quindi claudicante.
La stessa perizia della Clinica Beverin non sarebbe stata peraltro
sufficiente a motivare il provvedimento in questione, per cui l'ultima
autorità cantonale giustamente non l'ha ritenuta decisiva. In essa si giunge
certo alla conclusione, sulla base dell'analisi dei risultati di diversi
test, che il ricorrente non sarebbe idoneo alla guida dal punto di vista
neuropsicologico, poiché il test dell'attenzione ripartita ("geteilte
Aufmerksamkeit") e quello dell'attenzione selettiva ("Reaktionswechsel"),
avrebbero dato risultati chiaramente inferiori alla media, mentre sarebbero
anche evidenziabili sensibili cali di prestazione in relazione alla capacità
di mantenere l'attenzione ("Aufmerksamkeitszuwendung"). Negare per questo al
ricorrente il riconoscimento dell'idoneità alla guida per tutti i veicoli
appare tuttavia un provvedimento eccessivamente indifferenziato.
Ogniqualvolta viene definito un valore medio, una quota più o meno elevata
dei valori considerati viene a trovarsi al di sotto di tale valore medio.
Questa considerazione, riferita ai requisiti che devono essere soddisfatti
nel settore della circolazione stradale, non significa però che, come nel
presente caso, i risultati inferiori alla media o chiaramente inferiori alla
media in alcuni test implichino di per sé la completa inidoneità a condurre
veicoli a motore. La perizia non fornisce inoltre nessuna spiegazione
dettagliata sulla definizione dei valori medi di riferimento e su come
interpretare i risultati dei test in relazione alla guida nel traffico
stradale. In particolare non pone mai la domanda se sia possibile lasciare al
ricorrente l'autorizzazione alla guida per una delle categorie speciali (F
oppure M) o autorizzarlo unicamente a percorrere determinate tratte. Dagli
atti non è infine possibile evincere in che misura eventuali incomprensioni
linguistiche, pur mitigate dalla presenza della moglie quale interprete,
possano avere influito sui risultati dei test (sui problemi legati all'uso di
un interprete in questo ambito v. anche I. Thiele, op. cit., pag. 104).

2.5 Nel complesso gli accertamenti eseguiti dall'autorità cantonale si
rivelano dunque manifestamente incompleti, per cui il ricorso va accolto e la
causa rinviata all'autorità cantonale, affinché provveda al necessario
complemento istruttorio e pronunci un nuovo giudizio.

3.
Seppur soccombente, il Cantone dei Grigioni è dispensato dal pagamento delle
spese processuali, in quanto non sono in gioco i suoi interessi pecuniari
(art. 156 cpv. 1 e 2 OG). Esso dovrà tuttavia versare al ricorrente,
assistito da un avvocato, un'indennità per ripetibili della sede federale
(art. 159 cpv. 1 OG).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto, la decisione impugnata è annullata e la causa è
rinviata all'autorità cantonale per nuovo giudizio.

2.
Non si prelevano spese.

3.
Il Cantone dei Grigioni verserà al ricorrente un'indennità di fr. 3'000.-- a
titolo di ripetibili della sede federale.

4.
Comunicazione al patrocinatore del ricorrente, alla Commissione del Tribunale
cantonale del Cantone dei Grigioni, al Dipartimento di giustizia, polizia e
sanità dei Grigioni e all'Ufficio federale delle strade.

Losanna, 30 novembre 2005

In nome della Corte di cassazione penale
del Tribunale federale svizzero

Il presidente:  Il cancelliere: