Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

Schuldbetreibungs- und Konkurskammer 7B.263/2002
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7B.263/2002 /bom

Sentenza del 14 gennaio 2003
Camera delle esecuzioni e dei fallimenti

Giudici federali Escher, presidente,
Meyer e Hohl,
cancelliere Piatti.

A. ________,
ricorrente,

contro

Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino,
quale autorità di vigilanza, via Pretorio 16,  6901 Lugano.

Annullamento di un precetto esecutivo,

(ricorso del 12 dicembre 2002 contro la decisione emanata il 13 novembre 2002
dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone
Ticino, quale autorità di vigilanza).

Ritenuto in fatto e considerando in diritto:

1.
La Cassa Malati B.________ ha escusso A.________ con un precetto esecutivo
del 3 febbraio 2000 (n. 732673) spiccato dall'Ufficio di esecuzione di
Lugano. Il 4 aprile seguente la Cassa Malati B.________ ha rigettato
l'opposizione interposta dalla debitrice. Il rimedio presentato da
quest'ultima al Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino è stato
respinto, nella misura in cui era ricevibile, con sentenza del 16 maggio
2001. Il 12 luglio 2002, due giorni dopo la richiesta di proseguimento
dell'esecuzione, l'Ufficio ha comunicato alla creditrice di non poter dar
seguito alla domanda, poiché l'esecuzione è perenta. Con precetto esecutivo
del 16 luglio 2002 (n. 906592), notificato il 5 agosto 2002, la Cassa Malati
B.________ ha nuovamente escusso A.________, indicando quale titolo di
credito la predetta sentenza del Tribunale cantonale delle assicurazioni.
Dopo aver fatto opposizione, la debitrice ha rilevato che la creditrice aveva
già avviato una procedura esecutiva per lo stesso credito e ha chiesto
all'Ufficio di stralciare il precetto esecutivo del luglio 2002. Il 2
settembre 2002 l'Ufficio le ha comunicato di non poter cancellare il precetto
dell'esecuzione in corso e che quello del febbraio 2000 non figura più
nell'elenco delle esecuzioni in quanto perento.

2.
Con sentenza del 13 novembre 2002 la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha
respinto un ricorso inoltrato da A.________. I giudici cantonali hanno
rilevato che il giudizio del 16 maggio 2001, con cui il Tribunale delle
assicurazioni ha respinto il rimedio presentato dall'assicurata contro la
decisione della cassa malati procedente, non è stato impugnato ed è pertanto
cresciuto in giudicato al più tardi il 9 luglio 2001. A giusta ragione
quindi, tenuto pure conto del periodo trascorso fra la notifica del precetto
esecutivo (11 febbraio 2000) e la richiesta di rigetto dell'opposizione (4
aprile 2000), l'Ufficio ha ritenuto tardiva la domanda di proseguimento del
10 luglio 2002 e ha dichiarato perenta l'esecuzione. Per il resto, l'autorità
di vigilanza ha indicato che l'inoltro di diverse esecuzioni per lo stesso
credito è unicamente inammissibile se il creditore ha già chiesto la
continuazione di un'esecuzione precedente o è in grado di farlo, ciò che in
concreto non si verifica, poiché la precedente esecuzione è perenta.

3.
Con ricorso del 12 dicembre 2002 A.________ ha chiesto al Tribunale federale
di respingere [recte: annullare] la sentenza dell'autorità di vigilanza, di
annullare il precetto esecutivo del 2 agosto 2002, di condannare la
creditrice al pagamento di un risarcimento danni di fr. 4'500.--, di ordinare
all'Ufficiale di nuovamente iscrivere nell'elenco delle esecuzioni il
precetto esecutivo del 3 febbraio 2000 e di stralciare quello dell'agosto
2002, nonché di condannare l'Ufficio a un risarcimento danni da stabilire.
Dei motivi si dirà, per quanto necessario ai fini del presente giudizio, nei
considerandi che seguono.
Non è stata chiesta una risposta al ricorso.

4.
4.1 Dopo aver narrato i fatti, la ricorrente ribadisce che la creditrice non
aveva il diritto di proporre una nuova esecuzione per il medesimo credito.
Essa afferma di aver inoltrato una domanda di revisione il 2 luglio 2001
contro la sentenza del 16 maggio 2001 del Tribunale cantonale delle
assicurazioni, motivo per cui questa non era ancora cresciuta in giudicato.
Il contrario accertamento dell'autorità di vigilanza è pertanto errato. In
queste circostanze la creditrice avrebbe dovuto continuare la prima
esecuzione, che non poteva essere dichiarata perenta. L'escussa osserva
inoltre che, ad eccezione dei casi previsti dagli art. 85 e 85a LEF, il
precetto esecutivo deve sempre rimanere iscritto nell'elenco delle
esecuzioni.

4.2 Come rilevato dalla sentenza impugnata, l'avvio di una seconda esecuzione
per il medesimo credito è inammissibile solamente se il creditore ha già
chiesto, nel quadro della prima procedura, la continuazione dell'esecuzione o
ha il diritto di farlo. Infatti, solo in tali casi sussiste un serio rischio
che il patrimonio del debitore sia oggetto a più riprese di un'esecuzione. Se
per contro la procedura si è fermata a causa di un'opposizione o è divenuta
caduca in seguito all'inattività del creditore, non vi è motivo di impedire a
questi di iniziare una nuova esecuzione (DTF 128 III 383 consid. 1.1). Giusta
l'art. 88 cpv. 2 LEF, il diritto del creditore di chiedere la continuazione
dell'esecuzione si estingue decorso un anno dalla notifica del precetto,
atteso che, se è fatta opposizione, il termine resta sospeso tra il giorno in
cui è stata promossa l'azione giudiziaria o amministrativa e la sua
definizione.

4.3
La ricorrente misconosce che la sua istanza di revisione non ha comportato
una sospensione del termine per chiedere il proseguimento dell'esecuzione,
poiché  la revisione è una via di ricorso straordinaria, che non ha effetto
sospensivo, contro una decisione che ha acquisito forza di cosa giudicata
(F.Hohl, Procédure civile, vol. II, pag. 276, n. 3076 seg.). In queste
circostanze a giusta ragione l'Ufficiale ha dichiarato perento il precetto
notificato l'11 febbraio 2000. Si può tuttavia dare atto alla ricorrente che
anche in siffatti casi l'esecuzione rimane iscritta nell'apposito elenco, ma
che giusta l'art. 10 Rform, nella colonna che indica il risultato
dell'esecuzione viene scritta la lettera E, la quale significa estinzione in
altro modo (ritiro della domanda da parte del creditore o prescrizione).
Giova però rilevare che la debitrice non è lesa dall'infelice formulazione
del provvedimento del 2 settembre 2002, in cui l'Ufficiale le comunica che il
precetto n. 732672 "non figura più nell'elenco delle esecuzioni in quanto
perente". Ora, essendo l'esecuzione estinta, la creditrice non può domandarne
il proseguimento, ragione per cui la notifica di un secondo precetto
esecutivo per il medesimo credito è lecita.

5.
Infine, nella misura in cui la ricorrente narra gli antecedenti della vicenda
che la oppone alla propria cassa malati o si duole della violazione dei suoi
diritti costituzionali, il ricorso si rivela di primo acchito inammissibile,
poiché l'art. 19 cpv. 1 LEF permette unicamente di deferire la decisione
dell'autorità di vigilanza al Tribunale federale entro dieci giorni dalla sua
notificazione per violazione del diritto federale o dei trattati
internazionali conclusi dalla Confederazione, ma non anche per la violazione
di norme costituzionali (DTF 128 III 244 consid. 5, 122 III 34 consid. 1).
Pure irricevibili si avverano le richieste di risarcimento danni, che non
sono di competenza delle autorità di esecuzione e che, del resto, non sono in
alcun modo motivate nel rimedio in esame.

6.
Da quanto precede discende che il ricorso, inutilmente prolisso, si avvera
manifestamente infondato nella ridotta misura in cui è ammissibile. Non si
preleva tassa di giustizia (art. 20a cpv. 1 LEF).

Per questi motivi, la Camera pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Comunicazione alla ricorrente, alla controparte (Cassa malati B.________),
all'Ufficio di esecuzione di Lugano e alla Camera di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza.

Losanna, 14 gennaio 2003

In nome della Camera delle esecuzioni e dei fallimenti
del Tribunale federale svizzero

La presidente: Il cancelliere: